Gli errori più comuni nell’alimentazione

  • Saltare la colazione. La colazione è il pasto più importante della giornata: chi non fa colazione rallenta il suo metabolismo, soffre più di affaticamento, ipoglicemia, rallentamento dell’agilità mentale e delle attività intellettuali, oltre a rendere più difficile il mantenimento di un peso sano o la perdita di peso. In Italia gran parte della popolazione salta la colazione, assumendo spesso solo caffè, e ciò rappresenta un grande errore che va contro i principi di una sana alimentazione.
  • Fare una colazione ricca di zuccheri. Il 90% degli italiani che fanno colazione al mattino utilizza alimenti ricchi di calorie e poveri di nutrienti, come cornetti e brioches, paste, biscotti, ecc. Una colazione ottimale dovrebbe invece essere composta da alimenti proteici (latte,yogurt), deve apportare carboidrati sani (fette biscottate, pane) efrutta, sia in succo che fresca.

 

  • Si Eccede spesso nelle quantità di pasta. La pasta fa parte del gruppo dei carboidrati, così come le patate, il riso e il pane. L’effetto benefico dei carboidrati è relativo alla quantità assunta. Una porzione di carboidrati dovrebbe essere di circa 70 – 100 grammi. Quando si tratta di pasta, l’italiano troppo spesso eccede in quantità, arrivando anche a consumarne il doppio. Basta ridurre la quantità ad una tazza di pasta (cotta).

 

  • Si mangiano più tipi di carboidrati nello stesso pasto. Un altro frequente errore nella alimentazione Italiana è il concetto di primo piatto a base di carboidrati, seguito spesso da un secondo con altri carboidrati o accompagnato da pane o sostituti (grissini, crackers, ecc). I carboidrati devono essere ridotti aun tipo per pasto: se consumiamo una porzione di pasta, all’interno dello stesso pasto vanno evitati pane, riso, patate, o altri carboidrati.
  • Si mangiano troppi affettati grassi. Il consumo di affettati altamente grassi è comune nella alimentazione italiana. Questi prodotti sono ricchi di grassi e colesterolo, quindi devono essere consumati con moderazione riducendo la frequenza ne e la quantità. Si raccomanda di mangiarli solo 1 volta a settimana, magari preferendo quelli meno grassi, come quelli di pollo o tacchino.
  • Il piatto unico. E’ comune trovare nelle tavole italiane piatti ricchi che fanno da primo e secondo, generalmente a base di pasta. Bisogna però fare molta attenzione, perchè chi mangia un piatto unico a base di carboidrati non solo assume più della razione di carboidrati considerata normale per un pasto, ma si incorre nel rischio di carenza di proteine, di fibra alimentare, di vitamine e minerali apportati da altri alimenti. Si pensa erroneamente che il piatto di pasta sia un alimento nutritivo perchè contiene “di tutto”, ma in realtà apporta solo carboidrati e grassi in maniera variabile, a seconda del tipo di condimento. Un’ altro problema è che chi mangia solo carboidrati li digerisce rapidamente, e dopo 1 o 2 ore dopo la fine del pasto si ripresenta la sensazione di fame. Si finisce dunque con rimangiare un altro alimento a base di carboidrati, poichè si stimola troppo la secrezione d’insulina. L’ideale sarebbe assumere proteine (carne, pollo, pesce, tacchino, coniglio, ecc), più frutta e vegetali e carboidrati in quantità limitata.
  • Si danno troppe merendine e zuccheri ai bambini per la scuola. La frequente mancanza di tempo da parte delle mamme porta i bambini a consumare delle merende con “calorie vuote”, cioè alimenti troppo calorici e poveri di nutrienti, che aiutano solo ad avere bambini obesi ma malnutriti.
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